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Il web è cambiato, ma le aziende si adeguano?

Quando internet era ancora una novità, non c’era azienda che non desiderasse di avere il suo sito di presentazione perché “ce l’hanno tutti” era ancora una motivazione sufficientemente valida per fare un investimento senza soffermarsi a valutare l’utilità del sito stesso o il ritorno economico che questo poteva portare. Importava solo esserci.

E così si è assistito al dilagare di siti internet aziendali senza né arte né parte. Niente di più che brochure trasformate in pagine web che servivano unicamente a garantire una presenza online alle aziende.
Oggi, per fortuna o per sfortuna, gli imprenditori valutano con più accortezza gli investimenti e, in un periodo di crisi economica come questo, le prime cose che vengono tagliate dai costi sono proprio quelle che non portano alcun ritorno. I siti vetrina hanno iniziato a chiudere, i manager hanno iniziato a lamentare un mancato ritorno di clienti dal web e la frase ricorrente è diventata “il sito internet è inutile”.
Le statistiche confermano questa tendenza: secondo uno studio Nielsen, il 45% delle aziende americane non ha un sito internet. In Italia si suppone che questa percentuale sia ancora più bassa, dunque ci troviamo con oltre metà delle aziende sul territorio che non è presente sul web.
Un dato che lascia perplessi, se si pensa quante opportunità può offrire la rete. Ma allora, se ci arriviamo noi, perché non ci arrivano i lungimiranti imprenditori italiani?
Per rispondere a questa domanda bisogna riflettere con attenzione sui cambiamenti che hanno interessato la comunicazione in rete e l’utenza internet.

I siti vetrina sono inutili, oggi più che mai, ed è dunque plausibile che un imprenditore non ci investa dei soldi. L’utenza pretende sempre di più e sfrutta il web cercando risposte, prodotti, velocità e interazione. Questo è quello che Eurobusiness offre ai propri clienti.

A chi dice che investire sul marketing e sulla comunicazione in rete è uno spreco di denaro io rispondo che sbaglia e che internet continua ad essere un incredibile canale sul quale investire, ma bisogna farlo con intelligenza: ogni sito deve avere qualcosa di reale da offrire (informazioni, prodotti, servizi, documenti…), dev’essere costantemente aggiornato e in evoluzione, deve garantire un’offerta interessante – di qualsiasi offerta si tratti – dev’essere ottimizzato per i dispositivi mobili e dev’essere orientato al sociale.
Semplifichiamo un discorso che è estremamente più vasto, perché ogni settore, ogni realtà, ogni target va analizzato come un’entità a sé stante, ma, in linea del tutto generale, è bene consigliare alle aziende di sfruttare al massimo la rete, perché è uno strumento che, se ben usato, permette ancora di crescere in maniera esponenziale con una rapidità che nessun altro mezzo di comunicazione può garantire.

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